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Ora il web è davvero WorldWide
Pubblicato da Fabrizio Penso nella sezione Chiacchiere da Bar Sport
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Alzi la mano chi non ha mai sen­tito par­lare dell’ICANN (Inter­net Cor­po­ra­tion for Assigned Names and Num­bers): suvvia, non siate timidi.
Ma davvero così poche per­sone conoscono l’ICANN? Eppure è un ente fon­da­men­tale per la nav­igazione in internet: 

In effetti, chi non è del set­tore, ignora l’esistenza dell’ICANN: anzi, i più nep­pure sanno come è che dig­i­tando “www.” ci si col­leghi ad un qualche sito.
Breve­mente, l’ICANN è un’organismo amer­i­cano che prima assegna e poi gestisce gli ind­i­rizzi su Inter­net: per­chè ve ne voglio par­lare ? beh, pro­prio in questi giorni ha delib­er­ato nel corso del con­sueto sum­mit annuale tenu­tosi a Seul, il nuovo piano di sviluppo chiam­ato “Fast Track”, che per­me­tte di uti­liz­zare sul web non più solo carat­teri latini, ma anche quelli cinese, indi­ano, arabo, giap­ponese, core­ano e russo.
Se ci pen­sate, è un pic­colo det­taglio tec­nico, ma sti­amo par­lando di un evento epocale. Rod Beck­strom, ammin­is­tra­tore del­e­gato dell’ICANN, ha par­lato di «un passo storico che porta dritto all’internazionalizzazione di Inter­net». Come dar­gli torto?

Il pres­i­dente dell’organismo, Peter Den­gate Thrush, ha definito il piano «il più grande cam­bi­a­mento tec­nico di Inter­net, da quando è stato inven­tato 40 anni fa». L’ICANN stima che circa la metà degli 1,6 mil­iardi di utenti del web nel mondo uti­lizzi una lin­gua scritta in un alfa­beto diverso da quello latino: questa riv­o­luzione ren­derà il web più sem­plice da usare a questi 1,6 mil­iardi di per­sone, ma soprat­tutto spi­anerà la strada a qualche altro mil­iardo di poten­ziali utenti.

Negli ultimi anni, i browser (o meglio, i sis­temi oper­a­tivi) già sup­por­t­ano le tabelle carat­teri non latini, ma un beduino in pieno deserto del Sahara, per col­le­garsi al suo home bank­ing doveva sem­pre usare un alfa­beto non suo.

Il prog­etto verrà lan­ci­ato in via defin­i­tiva il 16 novem­bre prossimo, men­tre per vedere i primi domini asseg­nati con i carat­teri non latini, bisogn­erà aspettare il sec­ondo semes­tre 2010: in sostanza dopo “solo” due anni di sper­i­men­tazione a liv­ello di ricerca universitaria.

Gli utenti però non dovreb­bero accorg­ersi del cam­bi­a­mento gra­zie ad un sis­tema di traduzione che con­sen­tirà ai diversi alfa­beti di essere con­ver­titi nell’indirizzo giusto.

L’internazionalizzazione dei domini arriva a pochi giorni di dis­tanza dall’internazionalizzazione della stessa ICANN, organ­ismo cre­ato nel 1998 e con­trol­lato dal Dipar­ti­mento del Com­mer­cio Usa: dallo scorso 1 otto­bre, infatti, l’amministrazione Obama ha lib­er­ato della tutela amer­i­cana l’organismo che gov­erna la Rete mon­di­ale. L’ICANN ora dovrà tener conto anche dei sug­ger­i­menti for­niti da super­vi­sori inter­nazion­ali. Prob­a­bil­mente il gov­erno statu­nitense temeva che prima o poi Cina, Rus­sia e India cre­assero infra­strut­ture di Rete indipen­denti e forse non è un caso che il primo atto del rin­no­vato ICANN sia pro­prio il via lib­era alla babele di lingue e alfabeti.

Come val­u­tate questa rivoluzione?



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