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“Non ci sono segreti meglio custoditi di quelli che tutti conoscono.”
George Bernard Shaw
Abbiamo letto su complicati libri di marketing (veri o presunti tali) che ci sono cose che un’azienda deve aver cura di proteggere gelosamente: uno di questi è il proprio parco clienti e cosa è stato fatto per loro.
Inizialmente abbiamo sposato questa filosofia, convinti che in quei libri ci fossero ricette miracolose per un successo annunciato: quando –per sbaglio, come nei migliori film– abbiamo letto questa massima di Shaw (che ha vinto solo il Premio Nobel per la letteratura nel 1925) abbiamo capito che non c’è niente di meglio che sapere ciò che gli altri pensano di te e dei tuoi lavori e abbiamo deciso di andare controcorrente.
Ma procediamo con calma: Sfatiamo un mito: volete nascondere qualcosa? Non pensate alla Svizzera o il Liecthstein.
Personalmente andrei in America, nel Nevada, zona Groom Lake: lì c’è una base in cui i militari americani –pare– nascondono da anni UFO, alieni e altre amenità simili. Certo non mi presenterei lì senza avviso: ci sono in giro troppe guardie armate fino –e oltre– i denti, dai modi piuttosto spicci.
Cosa proteggono? Facile: il sito S4 dell’AREA 51 della base Dreamland, dove un omino verde (forse con antennine, ma il dettaglio non è confermato) vi potrebbe accogliere amabilmente per un aperitivo serale (sempre che le guardie di cui sopra siano d’accordo). Certo, era venuto sulla Terra in un tour eno-gastronomico, ma a quanto pare a Roswell, il carro attrezzi non è stato proprio celere, e i militari sono arrivati prima.
Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di questa base militare, la mitica Area51: la zona del mondo più inaccessibile, nascosta agli sguardi di tutti, dove nessuno potrebbe andare in giro passeggiando senza correre il rischio di essere liquidato da una qualche arma innovativa dei marines.
Che dire: è una storia che ha un fascino, se non altro per il fatto che tutto ciò che è segreto, nasconde in genere qualcosa di molto importante. Alla fine, anche noi non ce l’abbiamo fatta, e ci siamo lasciati coinvolgere da questa storia infarcita di misteri, segreti, omini di altri mondi e quant’altro.
Ecco perché ci è sembrato naturale chiamare il nostro portfolio AREA 51: in Endea preferiamo aprirci, far vedere chi siamo, e ripudiamo a confuse idee di marketing che cercano di carpire informazioni a tutti i costi. Vogliamo farci vedere e per questo non ci possiamo nascondere. chiunque è il benvenuto, nul nostro sito, nel nostro ufficio, facendo presente che alla fine dietro un buon progetto ci sono sempre persone capaci di interpretare al meglio ciò che significa comunicazione.
Questo blog contiene tutto quello che abbiamo fatto in questi anni di attività: ci piace immaginare la gente che passeggia fra i nostri siti/lavori, e che alla fine dia un giudizio su ciò che vede. Se è vero che siamo ciò che comunichiamo, non possiamo sottrarci al giudizio dei nostri clienti e degli altri utenti di internet.
Come disse –ai medici militari– l’alieno di Rooswell prima della sua autopsia: buon lavoro.
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